PASQUA DI RESURREZIONE... di don Adelio Cola

...Cristo è la nostra pasqua...

31/03/2013

 

Si fa presto a dire: «È risorto Cristo, la nostra Pasqua». Ma quando diciamo o ascoltiamo questa verità dalla proclamazione del celebrante della santa messa, sappiamo bene il significato di quelle parole?  Conosciamo  le conseguenze di quell’espressione?

1. «Con la bocca esprimiamo la nostra fede, con il cuore e la vita la professiamo». Prima ancora di chiederci CHI sia risorto, pensiamo a che cosa significhi È RISORTO. Il verbo risorgere si riferisce per contrasto a morire. Dunque: CHI era morto? Tutti rispondiamo senza incertezze: Gesù. Ma è questo il mistero incomprensibile, poiché Gesù era/è Dio, il figlio del Padre, la seconda persona della SS. Trinità. Egli è, come egli stesso sì è definito, «LA VITA». E la Vita non può morire. Noi sì, perché non siamo LA vita ma soltanto viventi perché il Creatore ci ha fatti partecipi d’un raggio della sua vita. Gesù era/è Uomo, vero Dio e VERO UOMO. Non soltanto sembrava un uomo, ma lo era, uno come noi: respirava, lavorava, mangiava, beveva, camminava, si stancava, soffriva, fu messo in croce e, come i due ladri crocefissi con lui, morì, «rese lo spirito al Padre». Dopo tre giorni, come aveva promesso, risorse. Dunque è padrone della vita: egli la può dare e l’ha data, egli la può riprendere e l’ha ripresa.

È tutto chiaro? No, per nulla. Abbiamo saputo e conosciuto la verità ed è quella appena riferita. Il mistero della vita morte e risurrezione di Gesù rimane mistero incomprensibile dall’intelligenza umana. Noi di essa sappiamo quello che Dio ha rivelato per mezzo del Figlio suo, testimoniato dalla sua Parola, documentata nel Libro Santo, la Bibbia, in particolare nel Vangelo. In quanto alla comprensione «chiara e perfetta» del mistero, a noi non è possibile raggiungerla, perché esso si riferisce a Dio Infinito e noi siamo «finiti» e cioè con limiti di intelligenza ridotti e limitati. La nostra professione di fede nel mistero di Gesù è meritoria proprio perché noi lo crediamo e professiamo per fede e con fede, luce di Dio che viene in aiuto all’oscurità della nostra intelligenza.

2.«Cristo è la nostra pasqua». Pasqua e cioè ‘passaggio’: il suo è stato il miracolo sul quale si fonda la nostra fede: la sua Risurrezione. Non ci furono testimoni del fatto soprannaturale, perché occhi d’uomo non possono vedere Dio. Ci furono invece testimoni credibili delle sue molteplici apparizioni nello stato di Uomo Risorto: furono donne e uomini di lui innamorati, inizialmente dubbiosi e anche increduli; in seguito credenti convinti dalle prove offerte dal Risorto. La nostra fede in lui risorto è apostolica perché fondata in particolare su quella degli apostoli.

Anche qui siamo sorpresi dal mistero, che in questo caso ci coinvolge e riguarda noi. Egli è la NOSTRA Pasqua, nostra perché anche per noi avverrà il grande passaggio dalla morte alla risurrezione. Egli l’ha promesso: «Chi mi ama e crede in me io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Quando? Come? Tutto è mistero da lui promesso e rivelato. Non sono dunque parole che è possibile comprendere fino in fondo: sono da credere, perché GESÚ VERITÁ l’ha affermato e ha autorizzato la sua Chiesa di proporlo alla fede dei fedeli.

Fidiamoci di Dio Onnipotente.