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La predica del giorno - 05/02/2012

GESÚ GUARÍ MOLTO… di Don Adelio Cola

… credo, ma tu aumenta la mia fede…

  La frase che mi piace di più del Vangelo di oggi è questa: «Guarì molti che erano affetti da varie malattie». Mi dispiace di non essere stato presente quel giorno tra le persone che vedevano e ascoltavano il divino guaritore Gesù. Gli avrei chiesto tante cose: -Guarisci mia mamma anzia... [continua]

Domande e Risposte

In evidenza

Per ricordare il fondatore del sito Padre Nazareno Taddei sj:

 

NAZARENO TADDEI
LA BUGIA SEMIOLOGICA

anche la bugia semiologica, come ogni altra forma di menzogna, interessa il discorso religioso... 

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LA CONDANNA A MORTE DI GESÚ È BASATA SULLA BESTEMMIA

Riflessioni di Mons. Giovanni Battista Chiaradia

 

Il linguaggio rende manifesto tutto ciò che nasce nell’intimo della persona che può essere condizionata da pensieri illeciti o addirittura diabolici. Il nostro presente ne è partecipe.

E’ il caso della bestemmia che domina dappertutto, anche nei campi sportivi dove l’agone competitivo dovrebbe manifestarsi al massimo della signorilità e della compostezza della parola.

Oggi la bestemmia ha il suo dominio anche nelle case, nelle piazze, soprattutto tra i giovani: segno di inciviltà per gli adulti, insegnamento diabolico per i bambini, cattivo esempio per ilo futuro.

Quando Gesù rivendica la sua autorità messianica, si attribuisce diritti e doveri, specialmente quello di perdonare i peccati (Luca 5,21).

Ai Giudei, che affermavano che quelle prerogative erano soltanto di Dio, Gesù appare un bestemmiatore: è comprensibile, in quel momento in cui il Cristo non era ancora conosciuto nel suo essere messianico.

Oggi, in cui la teologia sul Cristo è conosciuta, chi lo ingiuria o lo deride si rende colpevole di grave delitto contro Dio e contro coloro che credono nella sua entità, anche se non sono persone che credono nella sua essenza divina.

Da evidenziare, però, che ogni cristiano deve fare attenzione al proprio comportamento affinché non sia occasione di bestemmia contro Dio o contro la Sua parola, come afferma Paolo nella lettera a Timoteo (6,1) e a Tito (2,5): “Che la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo”.

Parola e comportamento possono dar luogo alla bestemmia quando vengono usate in maniera stupida e indegna. E non è difficile, in questo tempo, trovare qualcuno che si diverte in questo modo. La condanna a morte di Gesù è basata sulla bestemmia.

Parola e linguaggio sono i mazzi con i quali la persona entra in contatto col mondo esterno, soprattutto con gli altri.

La parola, per l’uomo antico, più che un segno semplicemente indicativo o donatore di novità, è un mezzo per ordinare le proprie manifestazioni e i propri pensieri e allo stesso tempo formare così la propria identità, il proprio “Io”, diverso, se è possibile, da qualunque altro: forma una cultura tutta sua, magari piccola, che lo distingue, anche già detta e presentata da altri, ma con un tono diverso, un modo di presentarsi espressivo con un tocco nuovo.

Ecco perché Giovanni nel suo Vangelo presenta il Cristo come “logos”, cioè parola. Giovanni forse ha in mente come la parola “logos” era considerata nell’antichità classica dagli autori dell’Iliade e dell’Odissea: il senso di quella parola indicava tutta una serie di persone e di parole con significati altissimi, segno di una cultura che scaturiva dagli dei i quali erano tanti, ma che al tempo stesso si sono riuniti in uno solo: il Dio della Bibbia.

Il compito di ciascuno di noi è precisamente “essere parola” che esce spontaneamente da noi, e che sia densa di quel pathos innominabile, insuperabile, unico al mondo, avvolto sempre anche in un pizzico solo, del divino.

Mons. Giovanni Battista Chiaradia


 

LA LEGGE DI DIO OGGI: i 10 COMANDAMENTI

Il Decalogo praticato con fede e amore rafforza la nostra debolezza e ci agguerrisce contro i nemici spirituali.

IO SONO IL SIGNORE DIO TUO – Primo: NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME – Secondo: NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO – Terzo: RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE – Quarto: ONORA TUO PADRE E TUA MADRE – Quinto: NON UCCIDERE – Sesto: NON COMMETTERE ADULTERIO – Settimo: NON RUBARE – Ottavo: NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA – Nono e Decimo: NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI e NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI

Gli ultimi due Comandamenti vanno al cuore della coscienza

Scarica l'approfondimento completo nella sezione Download

 

Dio dopo Internet?

Dio dopo Internet: cosa significa?
Internet sembra l'ennesima "ultima frontiera" della conquista umana: questo sito vuole ricordare che al di là del confine, oltre la conquista, c'è sempre il nostro Dio, che attende tutti come un Padre.
 
Dio dopo Internet è stato il primo sito italiano di prediche online: è nato nel 1995 dalla volontà e dall'opera lungimirante del gesuita Padre Nazareno Taddei sj, che ne è stato l'autore fino all'inizio del 2006.
All'inizio del 2007, a qualche mese dalla sua scomparsa, Dio dopo Internet ha riaperto ai visitatori con molte novità: una veste grafica rinnovata, e un nuovo gruppo di religiosi pronti a rispondere alle domande di un pubblico sempre più folto e desideroso di consigli e risposte sui grandi temi della fede e dell'attualità.
Tra i redattori vi sono sacerdoti secolari e membri di diversi ordini religiosi, così da dare ampio spazio ai differenti carismi e alle molteplici vocazioni di una fede che ci lega tutti. Tramite la loro guida, Dio dopo Internet si propone di rispondere in un'ottica cristiana, alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle incertezze della vita quotidiana sui temi della religione e non solo.
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