DIVENTIAMO «EREDI» CON GESÚ... di don Adelio Cola

… perché?….

14/07/2013

 

Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?

1. Chi fa la domanda a Gesù è un giurista, secondo il vangelo di Luca. Uno che, dopo aver ricevuta la risposta del Maestro, “voleva giustificarsi”. Dunque non era ben disposto ad ascoltare e ad accettare la Verità. La sua richiesta era cominciata male, anzitutto perché avanzava la pretesa di “eredità” in riferimento alla “vita eterna”, quasi vantandone un diritto, mentre verso Dio non abbiamo che doveri; e poi chiedendo che cosa “fare” per ottenere quello che pretende. I nostri rapporti con il Signore del cielo e della terra non possono essere regolati come un contratto di dare e avere. Gesù insegna un’altra legge, quella dell’amore. Egli obbedisce al Padre per amore, vive patisce muore e risorge a vantaggio di tutti per amore. Fonte di ogni atto di volontà e decisione è l’AMORE, lo Spirito Santo. L’esempio e la lezione del Maestro non dice “devi fare” e non parla di diritti acquisiti in base ai quali esigere “la vita eterna”.

La situazione nostra è quella del figlio prodigo tornato alla casa del padre, dove il padre l’aspettava per abbracciarlo, anche se “non era più degno d’essere chiamato suo figlio”. Gesù parla della bontà misericordiosa del Padre, non dei presunti meriti del figlio.

2. Eppure la Parola di Dio fa riferimento anche ai meriti del/dei figlio/figli. Sembra una contraddizione. Ma Dio non si contraddice.

Voi, rivela Gesù, siete tutti fratelli. Unico padre vostro è quello dei cieli, il Padre mio ”. Si deve concludere che noi siamo figli di Dio, non come Gesù, suo Figlio unico, ma figli adottivi perché Gesù ci ha meritato l’adozione con i meriti infiniti della sua vita passione morte e risurrezione. Dopo il battesimo che abbiamo ricevuto, ecco la nostra verità: “Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”.

La nuova vita non è frutto di magica operazione illusoria, ma realtà. Il Corpo Mistico di Cristo è il “Cristo totale”: egli è il capo, noi le sue membra. Chi vive coerentemente alla sua realtà di battezzato “merita la vita eterna”  non per quel che ha “fatto” ma per i meriti infiniti del suo fratello Gesù, ai quali ha aggiunto con fede amorosa “quello che manca alla sua vita passione morte risurrezione.” Senza nostro merito Gesù aggiunge ai suoi meriti infiniti i frutti della nostra vita di fede amorosa che ci “fanno ereditare la vita eterna”.

Il mistero è grande: diventiamo “eredi” perché con Gesù facciamo parte della famiglia di Dio Padre.