Provare che Dio esiste?

La sfida: dimostrare che Dio esiste. Chi vincerà?

17/08/1997

Un certo Simone (e non Pietro), forse un po' burlone, mi internetta: Facciamo un piccolo gioco, se ne ha voglia.

Con la massima civiltà, le chiedo di dimostrarmi che Dio esiste. Lei mi risponda. Visti i suoi argomenti, io farò l'avvocato del diavolo (appunto), cercando di controbattere... Beninteso, tutto questo non condurrà a nulla: io non riuscirò a smuovere le sue convinzioni ed èassai improbabile che lei riesca a illuminarmi sulla via di Damasco.

E qualche giorno dopo, un po' più perentorio, un certo sig. Tato mi internetta: chi le assicura che a noi ci ha fatto proprio Dio se così lo vogliamo chiamare?.

Cos'e', una sfida, magari per gioco, o una presa in giro? Se fosse una sfida risponderei: Cari signori, io dimostrerò a voi che Dio esiste e che ci ha creati, quando voi - gioco o non gioco - dimostrerete a me che voi esistete!

Ma prendo la cosa sul serio e ripeto lo stesso concetto: Prima, dimostratemi che esistete voi!

Probabilmente mi rispondereste: Facile! Eccoci qua! E io: Già! Ma cosa ne so io? E voi: Ma Le abbiamo scritto!

Ecco, questo il punto: io so che voi esistete, perché mi avete scritto; e io ho in mano la prova - attenzione! - non che voi esistete, bensì che esiste qualcuno il quale ha manifestato il suo pensiero in uno scritto e l'ha fatto arrivare a me attraverso Internet.

Cioè: la vostra esistenza, per voi (come per tutti noi), e' evidente: non c'e' bisogno di dimostrarla. Ma ci vuole un'esperienza sensibile: quella che voi avete di voi; ma che io, di voi, non ho.

Così è per Dio: di Dio noi non abbiamo, ne' possiamo avere, l'esperienza sensibile (salvo casi eccezionali; ma, in fondo, non si può negare che tutti noi lo sentiamo, più o meno consciamente, dentro di noi!). PERO' possiamo vedere e toccare i suoi msg.

Quali sono? il creato, tutto ciò che esiste: dall'acqua ai fiori a noi stessi.

E come si fa a dirlo? Dio, allora, e' la natura? No. Dio e' l'autore, l'architetto, della natura. La natura e' quel complesso delle leggi inorganiche, organiche, bio-fisiologiche, psicologiche, morali, e, insieme; ed è anche tutto ciò che esiste e che è fatto secondo quelle leggi.

E' un progetto immenso e non perfettamente concepibile, tanto è alto e complesso (è infinito, mentre noi siamo finiti: nasciamo e moriamo); e Dio è Colui che ha fatto esistere e continua a far esistere quel progetto e, quindi, tutto ciò che è esistito, esiste ed esisterà.

Ma, ancora una volta, come si fa a dirlo? L'ho già detto: io, da voi, ho ricevuto due msg, quindi so che esiste qualcuno che li ha scritti e me li ha spediti.

Tuttavia - andiamo avanti! - non so se quel qualcuno è una persona o due persone.

Posso infatti supporre che siate due persone, perché i msg sono due; ma potrebbe anche darsi che foste una sola persona che mi ha scritto due volte, cambiando firma e provider.

Infatti, non c'è contraddizione assoluta tra il modo di scrivere un po' burlone di "Simone (non Pietro)" e quello alquanto perentorio di Tato; di qui il mio dubbio.

Quello che so certamente è che qualcuno - uno o due - mi ha scritto e che quel qualcuno esiste.

Nello studio della natura non ci può essere un dubbio di questo genere; cioè, p.e., che ci sia un autore del bene e uno del male o che ci siano tanti Dio quante sono le categorie di esseri.

Perché?

Perché l'infinita varietà di cose che troviamo nella natura dimostra un'enorme unità: nelle cose, sotto l'aspetto quantitativo, uno più uno fa due; ma, sotto l'aspetto qualitativo, uno più uno fa uno: come materialità di colori, il rosso e il giallo sono due colori; ma, come qualità di colore, il rosso e il giallo, messi insieme, fanno un solo colore: l'arancione; oppure, due fiumi che si riversano uno nell'altro, come acqua, fanno la quantità dei due fiumi, ma, come fiume, fanno un solo fiume.

Nella natura - dai buchi neri al DNA; dal moscerino venti volte più piccolo di una zanzara all'elefante; dalla molecola all'Everest; dal ghiaccio al solleone - sotto il profilo della qualità (uno più uno e' eguale a uno) esiste una meravigliosa unità, dalla quale si capisce che esiste una sola mente, al di sopra di ogni possibile immaginazione, e una inconcepibile potenza di attuazione: infinite l'una e l'altra.

Quindi c'è un Qualcuno che è e non è l'Essere; e, per questo, cioè proprio perché noi abbiamo, ma non siamo l'essere, noi possiamo dare solo "modi di essere" (dipingere, fabbricare, scaldare, scolpire, ecc.), mentre quel Qualcuno fa esistere, cioè dà l'essere. I nostri genitori hanno attuato alcune delle leggi della natura (comunicazione fisica e sensitiva) e anche loro, a loro volta, sono stati messi al mondo con l'attuazione di quelle stesse leggi; e su e su, fino a quando quel Qualcuno ha detto "E ora sia l'uomo: maschio e femmina" e continua in ogni istante di questo tempo e di questa nostra vita a sostentarci nell'essere (comunicazione fisica dell'"essere").

I genitori muoiono e noi figli continuiamo a esistere, perché non loro ci hanno comunicato l'essere: loro ci hanno solo predisposti a quella comunicazione divina. Per noi, come per tutti gli esseri del mondo.

Per l'uomo, però, c'è una grossa differenza: quel Qualcuno non solo ci sostenta nell'essere; ma è Lui che infonde direttamente in ciascuno di noi l'anima intellettiva e quindi immortale, non appena i genitori, secondo quelle leggi bio-fisiologiche, hanno predisposto l'embrione umano.

Andiamo ancora più avanti: ho detto che il sig. Simone forse è un po' burlone e il sig. Tato un po' più perentorio. Come faccio a dirlo? Studiando i msg. P.e., il sig. "Simone (non Pietro)" sembra scherzare e anche si contraddice un po': dopo avermi chiamato "Caro sig. Nazareno" e dopo avermi detto "non ho la minima idea di chi lei sia", dimostra di sapere almeno che io sono sacerdote; e non solo: "un prete - dice - è come un rivoluzionario" (lo ringrazio molto del bel complimento); e dopo aver detto che i miei argomenti non condurranno a nulla, specifica:

"Saulo non era marxista (n.b. NON stalinista, ho detto marxista... Sono ben più vicino alle idee predicate nel Vangelo di quanto lei non creda, come lei è ben più vicino alle idee da Marx esposte." (Come fa poi a saperlo, se non perché ha sentito o ha letto qualcosa di scritto da me?)

Però, ancora studiando i due msg, io arrivo a sapere che tanto Simone quanto Tato hanno in testa il problema dell'esistenza di Dio e hanno voluto esprimerlo a me.

Così, studiando la natura e le sue leggi, noi possiamo capire pure qual'è il pensiero di Dio e anche la sua volontà circa il mondo e anche circa ciascuno di noi.

Piuttosto, concludendo, diciamo che il sig. Tato ha ragione di mettere un po' di dubbio sul nome di questo Qualcuno ("Dio, se così lo vogliamo chiamare").

Per convenzione tra le lingue di ogni cultura e civiltà, la parola "Dio" significa l'Essere supremo; ma per qualche grande tradizione quell'"essere supremo" ha un nome impronunciabile; per qualche altra è il "Tao"; ed Egli stesso, rispondendo a Mosè, si definì: "Colui che è" (in altra traduzione: "Colui che sono"). Tutto coincide: l'Essere assoluto senza principio e senza fine.

Ho risposto? Non scherziamo... La risposta è lì, a portata di mano di tutti: sono ancora una volta le leggi della comunicazione a darci la risposta. In questo caso: la comunicazione cosmica, quella della natura.

Poi verrà quella della storia e della fede.

Cosa più semplice e più misteriosa - perché divina - di quanto non si possa pensare...

Sempre a disposizione. Cordialmente

P. Nazareno Taddei sj