Fantasie, business e satanismo - 2

Vengono ampliati alcuni concetti espressi nella predica precedente con in più alcune norme di comportamento utili contro il diavolo

25/05/1999

Riprendo il discorso dell’ultima «predica». Abbiamo, accennato a giornali, a diavolo e a preti che simpatizzano per certi movimenti religiosi non propriamente ecclesiastici; questa volta accennerò alle sette e ai movimenti religiosi, di cui mi è stato chiesto.

È vero che ci sono alcune sette che si chiamano sataniche.. Pullulano in varie parti d’Italia e sembra che continuino a espandersi. Secondo il Viminale, sono 83mila gli italiani che aderiscono ai 137 movimenti profetici, messianici, esoterici, satanici.
Il Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni, www.cesnur.org - una rete internazionale di associazioni di specialisti di nuovi movimenti religiosi, diretta da Massimo Introvigne; è indipendente da qualunque gruppo, movimento, denominazione o associazione religiosa; con sede italiana a Torino e con una grossa biblioteca, ma consultabile solo in sede) enumera ben 430 movimenti religiosi all’interno o accanto anche alle grandi religioni.
Dei movimenti satanici, Massimo Introvigne del Cesnur (in «Il satanismo», Elle Di Ci, Leumann TO, 1997 [2a ed. 1998], pp. 56, L. 6.000) scrive che del satanismo si parla molto, ma non sempre con cognizione di causa. Il satanismo - dice -, in Italia e altrove, è agli onori delle cronache, ma spesso le informazioni che se ne hanno sono vaghe, imprecise, esagerate. Egli, ritenuto non soltanto in Italia il maggiore esperto della storia e della sociologia del satanismo, distingue il satanismo da fenomeni diversi. Il quadro che ne risulta non è romantico, bensì squallido, per evitare che il satanismo possa attirare i giovani con una sorta di fascino morboso. I satanisti, in realtà, egli dice, non sono potenti principi delle tenebre;: sono piuttosto poveri diavoli, persone sconfitte dalla vita, che proprio a causa della loro rabbia e del loro risentimento possono talora rivelarsi pericolose. Qualche vescovo comincia seriamente a preoccuparsi di questi movimenti; e fa bene. Comunque i vari Segretariati ecclesiastici (per l’unione dei cristiani; per i non cristiani; per i non credenti; il Pontificio Consiglio per la Cultura) già il 7 maggio 1986 avevano redatto un «Rapporto provvisorio. Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi». Se è vero che in qualche caso di satanismo si tratta di sbruffonate di ragazzi e ragazze viziati e sfaccendati, è anche vero che, in qualche altro caso, le diavolerie si fanno sul serio, arrivando a rubare dalle chiese le ostie consacrate o suppellettili sacre che poi si utilizzano in riti satanici, dove non mancano aberrazioni sessuali.
A proposito di vampirismo, fenomeno certamente diabolico, nel Settecento, l’arcivescovo di Trani Mons. Giuseppe Davanzati nel suo «Dissertazione sopra i vampiri» (L’Unità e Besa editrice, 1998), apprezzato anche dal Papa Benedetto XIV, dove «osa opporsi a una credulità "insopportabile": con cautela, senza chiudere gli occhi di fronte a un mostro prima di vederlo», scriveva: «Non bisogna negar tutto per il gusto di negar tutto». Così anche noi, oggi; ma non bisogna nemmeno fare di ogni erba un fascio.
Poiché non è possibile trattare in dettaglio di tutti questi movimenti, mi riferirò solo ai «Bambini di Satana».
Dico subito che non sono da confondersi con i «Bambini di Dio» (v. J. Gordon Melton, «Dai Bambini di Dio a The Family», Elle Di Ci, Leumann TO 1997, pp. 80, L. 8.000), altro movimento non ortodosso, oggi noto come «The Family», con cui ho avuto qualche contatto non entusiasmante. Questi «Bambini» figurano, da una parte, come giovani missionari attivi ed entusiasti; con una loro musica; dall’altra, come giovani adepte che utilizzano il loro corpo come paradossale strumento di missione, iniziazione sessuale di bambini anche molto piccoli. The Family è oggi molto diversa dai Bambini di Dio degli anni 1970, anche se mantiene un accostamento alla sessualità che certamente diverge da quello delle Chiese cristiane. Dei «Bambini di Satana», invece, ho trovato in internet lo statuto sociale. Esso recita: «L'Associazione è senza fini di lucro. Ha lo scopo di diffondere e praticare il concetto di satanismo vero, il quale proclama la Conoscenza e la Divinità all'interno dell'Uomo e della Donna, esaltare il Pensiero Magico in quanto è ciò che di più caro abbia l'Uomo..» Lo stesso statuto all’art. 29 poi spiega il simbolo (foto1):

Pentacolo dei Bambini di Satana

«cinque punte con al centro l'effigie di un Capro (....).con le sue due punte rivolte verso l'alto rappresenta la bipolarità della Conoscenza. Il nome "Bambini di Satana" rappresenta come significato "purezza del satanismo".»
Cosa dire? Dietro ci può essere di tutto, ivi compresa anche l’ignoranza che traspare dalle espressioni piuttosto confuse e dagli errori di ortografia. Ma forse è proprio in quella confusione di idee, più che nella specifica di «satanismo» che si può intravedere lo zampino del diavolo, perché - dice la S. Scrittura - «non c’è confusione in chi crede in te» (Dan 3,40) e «Dio non c’è nei sommovimenti confusi dell’animo!» (3Re 19,11). Può anche darsi che quello sia vero satanismo; ma da quello che si sa (p.e. un certo processo di qualche tempo fa), si è esercitata e forse ancora si esercita una aberrante libertà sessuale, ammantata di riti satanici. Veri o falsi? Comunque, un qualche zampino del diavolo non si può escludere.

Per contrasto, ora, dal momento che me lo si chiede, vorrei dire del movimento New Age.
Di esso ho trovato ben 2454 pagine web in internet. Mi sono fermato su una di quelle in italiano e ho raccolto pagine e pagine di informazioni, oltre quel poco che già sapevo. New Age è un movimento americano, abbastanza recente, iniziato praticamente da Marilyn Ferguson. In Italia è in pieno sviluppo e ha già creato grandi dolori in molte famiglie (come mi consta); mentre in America è già in declino e sta lasciando il posto al cosiddetto Next Age.
È un sincretismo confuso di varie spiritualità prese dalle religiosità di tutte le epoche (p.e. Sambhala, foto2)

Simbolo Next Age - Shambala o Sambhala

soprattutto orientali (p.e. il sanscrito Karma [azione] per cui ciascuno ha «il suo karma», che significa: «Io non ci posso far niente, ma non sono responsabile»), dall’occultismo e dal mondo della scienza e della psicologia. Di qui la contemplazione del la natura, che arriva a essere praticamente religione panica e a tradursi nella riconduzione all’unità (armonia dell’universo). La "via della salvezza" dovrebbe essere uno sviluppo della spiritualità fino all’unificazione con Dio, che però è l’energia cosmica cioè il tutto, che quindi tutto pervade. Già questo, però, è sufficiente a sollevare una notevole perplessità, soprattutto - direi - per la confusione che si fa tra il vero concetto di Dio, puro spirito, infinito e creatore di tutto e un dio-energia-di-ciò-che-esiste, quindi lui stesso creato, ma da chi? È praticamente una negazione del vero Dio, sotto l’emotività dell’armonia universale e della magnificenza della natura. E vi par poco?
Un testo fondamentale per il New Age è il romanzo «La profezia di Celestino» di James Redfield: un romanzo che, con le sue Nove Illuminazioni è o diventa praticamente un manuale di pensiero e di comportamento, dove si parla di diffondere i contenuti di un certo misterioso manoscritto. (Guarda caso, anche il film citato di D’Alatri parte come base della sua invenzione sul Cristo giovane dai manoscritti, piuttosto misteriosi, di Qumram, i quali però non trattano nemmeno lontanamente di Gesù né giovane né adulto, bensì sono interpretazioni di antiche scritture.)

Che dire? Il volume del domenicano Felicisimo Martinez Diez, «New Age e fede cristiana» (S.Paolo 1998, L. 22.000) mi pare tra i più attendibili e incomincia con queste parole: «La New Age è una sorta di labirinto: presenta le sfacettature di un caleidoscopio; possiede un’infinità di porte che non si sa se siano d’ingresso o di uscita, o se conducano in qualche direzione.»
A parte la caducità di questi movimenti, è facile constatarne l’inconsistenza a causa delle loro enormi confusioni, velate di aspetti che colpiscono l’emotività, quali la bellezza della natura, l’armonia delle cose e quella auspicata tra gli uomini, la pace come sentimento e non come frutto di dominio interiore e come «tranquillità dell’ordine». Non c’è quindi da stupire che anche persone ben intenzionate ci caschino; dicono: non è forse cosa buona lodare la natura, opera di Dio? Certo, ma c’è un grosso ma. Si veda il concetto di Dio, come già osservato. Ancora una volta, quindi, dobbiamo dire: «Non in commotione Dominus (Dio non c’è nei sommovimenti confusi dell’animo!)». Senz’altro, anche qui c’è lo zampino del diavolo.

In poche parole: il diavolo ha un’enorme gamma di modi in cui opera nel mondo; si va dal vero servo di Satana o dall’indemoniato alla tentazione di rubare una caramella o di seguire un’attrattiva fisica, cose di per sé naturali e innocenti.
Dire che c’è il diavolo in un certo comportamento o in un certo movimento non vuol dire che tutti quelli sono degli indemoniati; vuol dire semplicemente che del diavolo c’è almeno l’ispirazione, quando il comportamento o il movimento sono contrari alla legge di Dio e alla vera fede. La tentazione del diavolo consiste proprio in questa ispirazione, in questa proposta. Ma non confondiamo gli impulsi naturali con l’azione del diavolo: il diavolo però si serve anche di essi per metterci in tentazione.

Attenzione, dunque! Certamente, il diavolo è lì che tenta e che si serve di tutto (in qualche caso perfino della preghiera, come in qualche fanatico di P. Pio) per indurci a fare qualcosa che non è bene; ma da questa parte ci siamo noi che dobbiamo non seguire o la tentazione.
Il problema è complesso e semplice a un tempo. Il Signore non permette che siamo tentati oltre le nostre forze; ma non dobbiamo nemmeno essere così ingenui da pensare che il diavolo è una favola per bambini. Il diavolo c’è e continuamente sta «cercando chi divorare»: «Dio ha fatto l’uomo per l’immortalità; per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo» (Sap. 2,24); pensare che non sia così è la maniera migliore per cascarci: «Indossate l’armatura di Dio - dice la Scrittura - perché possiate resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6, 11).
Si può dire così per tutti gli strani movimenti, satanici o non satanici, che pullulano ogni giorno; ma lo stesso si può dire anche per certe manifestazioni nel mondo della politica e della comunicazione, certe trasmissioni televisive, certi spettacoli, certi giornali: non sono il diavolo, ma lì il diavolo ci può essere.
Tuttavia, senza allarmismi («Io ho vinto il mondo» [Jo 16,33]), senza ingenuità («Non date posto al diavolo» [Ef 4, 27]), senza sensi di superiorità («perché non cada nel disprezzo e nei lacci del diavolo» [1Tim 3,10]).
È la vita di tutti i giorni: «Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi» (Giac 4, 7) «Questo genere di demoni si manda via solo con la preghiera e il digiuno» (Mt 17, 20) e interessante è anche il contesto in cui Gesù ha detto la frase. Alla base, un pizzico di ragione e un pizzico di fede, che è umiltà.

Sempre a disposizione, cordialmente
 
P. Nazareno Taddei sj