Con i soldi si fa tutto? - di Don Adelio Cola

A proposito del dio soldo...

18/09/2010

Per fare la guerra, è stato affermato da qualcuno, ci vogliono tre cose: soldi, soldi e soldi!”

Per vivere felici, è sostenuto oggi da molti (non da tutti, per grazia di Dio!), ci vogliono le medesime tre ‘cose’!

Il più autorevole personaggio a non pensarla così è stato Gesù Cristo.

Sentitelo nel vangelo di oggi: “Non potete servire Dio e la ricchezza”.

Dio merita il nostro servizio e con il primo comandamento lo esige:”Io sono il tuo Dio e tu non avrai altro dio fuori di me”.

Chi s’inginocchia davanti alla ricchezza e la ‘serve’, si fa suo schiavo e cioè perde la sua libertà. L’aspetto peggiore della conseguenza consiste nel fatto che la libertà, nel caso, una persona la perde non perché qualcuno gliela ruba con violenza, ma perché ella stessa l’ha ceduta alla ricchezza considerandola sua padrona. S’illude d’essere servita, in realtà serve.

A proposito: dov’è che Gesù se la prende e, come pensa qualcuno, condanna ‘ i soldi’?

Non è mai uscita questa condanna dalla sua bocca. Egli parla di ricchezza. Finché i soldi mi servono per fare del bene, oltre che a me e ai miei, al prossimo, siano benedetti. Quando diventano la mia ricchezza in modo tale che il mio cuore, come afferma Gesù, diventi, per cos’ dire, la loro sede, la loro ‘banca’ gelosissima, allora meritano la condanna perché mettono il ‘banchiere’ in pericolo di perdersi eternamente.

I soldi sono sporchi di pece e chi li tocca facilmente si sporca le mani...e gli si attaccano!.

Tutti capiscono che cosa voglio dire. Siccome “con i soldi si fa tutto!”, come di solito si dice, si cerca di averne più possibile, perché essi danno la possibilità di aver tutto!

Ma non è vero. Anzitutto l’avaro incallito perde pace e salute e amicizia di chi vive con lui, e poi dimentica Dio, del quale non sente più bisogno.

La sua vita, e lui lo sa!, non dipende dai soldi e neppure la sua salute fisica e mentale.

Non riuscirà ad allontanare l’ultima ora con i soldi!

Vale la pena, allora, servirli, farsi loro schiavo senza riprendersi per tempo la propria libertà?

La prima lettura della messa odierna introduce il profeta Amos che si scaglia contro coloro che “comprano con denaro gli indigenti”.

Cose che succedevano più di venticinque secoli fa. Soltanto allora o anche oggi?

Nella seconda lettura san Paolo esorta a “fare preghiere per tutti gli uomini a Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati”.

Il pericolo numero uno di dannazione eterna è costituito dall’egoismo di chi si attacca al denaro e lo ‘serve’ come schiavo.

Rendiamo grazie a Dio”, come diciamo dopo aver ascoltato la sua Parola, che ci ha messo in guardia dal pericolo perché vuole che siamo tutti salvi.

(don Adelio Cola)