VUOI ESSERE PERDONATO?... di don Adelio Cola

...anche tu perdona...

28/04/2013

 

Sappiamo come le cose sono andate con quel santo apostolo Tommaso, che non ha creduto finché non ha avuto la possibilità di vedere e di toccare Gesù risorto. Sì, Tommaso è santo, perché, dopo aver ottenuto il perdono della sua incredulità, ha confermato nella fede i fratelli e le sorelle ai quali ha predicato la buona notizia  di Gesù risorto. E rimase fedele all’impegno fino al martirio. Non solamente a lui, ma anche ai suoi colleghi discepoli, che l’avevano abbandonato, il Maestro ha perdonato.

Questo modo di comportarsi si chiama ‘misericordia’. Oggi celebriamo la divina misericordia. Quanto è grande questo attributo di Dio? Quanto Lui, cioè infinito. E’ questo il motivo per cui ci è stato insegnato che qualunque peccato una persona commetta, Dio lo può perdonare. Unica condizione: pentirsi e rivolgersi a Dio Padre chiedendo perdono: e Dio perdona.

Semplice la teoria! La difficoltà non è da parte del Perdonante, ma della persona perdonata! Le sono richieste due condizioni: il pentimento sincero (– mi dispiace, o Dio, d’averti offeso! –) e il proposito di non ricadere nei medesimi peccati perdonati (–m’impegno a non farlo più! E tu aiutami.–)

Ma sarà poi vero che Dio mi ha perdonato? Sono sicuro?

Gesù mi chiede: «Secondo te, è più facile dire ad un ammalato di paralisi: Alzati e cammina! –, oppure – Ti sono perdonati tutti i tuoi peccati? Per convincerti che io ti posso perdonare i peccati, ho ordinato al paralitico: Alzati e cammina; al muto: parla; al sordo: senti; al cieco: vedi; al morto: torna in vita – Ti basta? Sei convinto adesso?» – Ma io non lo merito! – «Neanche loro. Nessuno lo merita. Io perdono perché sono Dio infinitamente misericordioso. Fidati di me. Ti perdono tutto e va’ in pace».

Se il dialogo con Gesù terminasse così, forse a molti la cosa potrebbe sembrare abbastanza facile. Ma Egli è esigente, e mi spiego, anzi egli stesso si spiega. «Vuoi ottenere da me il perdono delle tue offese? Anche tu perdona a chi ti ha offeso». Qui le cose si complicano! Nella preghiera che il Maestro ha insegnato ai suoi discepoli, e quindi a noi, diciamo: – Rimetti a noi i nostri debiti COME NOI li rimettiamo ai nostri debitori-. Quel «come noi» significa: – Perdonaci nella misura con la quale noi perdoniamo a chi ci ha offeso! – Vogliamo che Dio ci perdoni tutto? Dobbiamo perdonare tutto a tutti! Difficile? No, talvolta sembra impossibile. Ma con l’aiuto di Dio tutto è possibile. Allora ecco la supplica: – Signore, tu che sei stato tanto misericordioso con me, aiutami a essere misericordioso con tutti –.