LA TRASFIGURAZIONE DI GESÙ di don Adelio Cola

…fiducia, pazienza, ascolto...

03/08/2014

1. Mentre i suoi dodici pensano a tutt'altro, Egli parla della sua passione e morte e conseguentemente della loro e della nostra. Restano spaventati e preoccupati, se hanno capito e per il tanto o poco che hanno capito.

2. Otto giorni dopo o qualche tempo dopo, al momento opportuno, ne sceglie tre e sale con loro sul monte, ma dopo aver pregato. Sul monte di Dio si sale con la preghiera. E lassù si trasfigura per rincuorare i tre e indirettamente gli altri loro colleghi e noi suoi discepoli.  Quasi a dire: non siate spaventati e preoccupati di chissà che cosa. Questo sono io: patirò, morirò, ma capite la mia identità: sono Dio come il Padre e quindi sono Dio, Dio con voi. 'Signore, stiamo qui con te', ora che abbiamo capito chi tu sei! No, tu non sai quello che dici, sei fuori di te dalla gioia paradisiaca. Dobbiamo ridiscendere dal monte, ma prima ascoltate bene quello che il Padre vi dice nei miei riguardi: 'ASCOLTATELO'. Io vi detto un giorno: 'Se qualcuno mi ama, anch'io lo amerò e anche il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e pianteremo la nostra tenda in lui'. Il Padre vi insegna come amarmi: non tanto e soltanto con il cuore e il sentimento, ma in pratica, facendo quello che vi ho insegnato e di cui vi dato esempio. Ascoltatelo. E adesso torniamo in pianura. Ma mantenetevi sempre in sintonia con me e con quello che vi dico e continuerò a dirvi. Non basta che mi ascoltiate  ogni tanto, quando pregate. Bisogna, lo sapete, pregare sempre e sapete anche come, ma bisogna rimanere sempre sintonizzati sulla mia onda radio (e attenti alle innumerevoli altre radio emittenti 24 ore al giorno, che vi emozionano e aspettano la vostra attenzione alle loro lezioni e ai loro esempi pratici di vita, che spesso sono in contrasto con me e con le mie lezioni), perché è facile che la vostra memoria smarrisca quello che nelle varie circostanze del giorno io vi suggerisco nel rumore disturbante delle altre radio (e TV) e voi, se non siate attenti a me, in quel momento potreste rimanere incerti e talvolta smarriti nel deserto del dubbio circa la effettiva ragione in quella circostanza particolare (epichèia?). Voi non potete andare avanti nella vita come miei discepoli fidandovi del pilota automatico (cioè attenzione remota e virtuale) come aerei e navi, ma con attenzione costante e tenendo bene saldo in mano il volante senza 'distrarvi' come quando guidate la vostra '500' (!) sulle strade ghiacciate. E non prestate troppo ascolto a chi vi suggerisce la libertà da 'esagerati paletti moralistici'!  

3. Cosa trovano i quattro in pianura? Gli altri colleghi indaffarati a esorcizzare un posseduto dal nemico. Non ce la fanno. Perché? Il Maestro spiega: qui ci vuole penitenza con (non e, ma con) con preghiera. Ma ciò che interessa è che ... altro che rimanere lassù!, come avrebbe desiderato e chiesto Pietro (che si ricordava che basta chiedere per ottenere!  Caro Pietro, cerca di capire bene le lezioni del Maestro e, caso mai, chiedigli che le spieghi, come hai fatto altre colte con le sue parabole!). Dopo il 'gusto' paradisiaco sul monte, durato troppo poco per i nostri gusti, la realtà alla quale si deve tornare, se si vuole restare nella Volontà di Dio, è laggiù nella lotta contro il nemico, rimanendo in sintonia con l'onda radio del Maestro. La vittoria, alle condizioni dettate da lui, è promessa e prevista. Ma quando? Soltanto lui lo sa. Tu, Pietro, abbi fiducia in colui nel quale credi e che ti ha chiamato perché ti ha amato dall'eternità. Egli rimane sempre con te, e tu rimani sempre con lui e sarai vittorioso.

Così tu, così i tuoi colleghi apostoli e così noi suoi discepoli. Fiducia, pazienza, ascolto. 'ASCOLTATELO'.