RENDERE A CESARE…. di don Adelio Cola

…e a Dio quello che è di Dio….

19/10/2014

Rendete a Cesare …e a Dio…

Il verbo ‘rendere’ si riferisce al dovere di restituire a qualcuno ciò che è suo. Cos’è proprio di Cesare, simbolo dell’autorità pubblica? La dignità della sua persona, l’esigenza del riconoscimento della dovuta dipendenza da parte dei sudditi.

La risposta di Gesù a coloro che gli chiedono se sia lecito pagare la tassa prevista dalla legge, egli ordina: “Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Noi rimaniamo sorpresi della risposta, perché sappiamo che tutto ciò che esiste e di Dio creatore. Senza fermarsi in sottili disquisizioni teologiche, Gesù fa capire a chi lo interroga che le cose materiali vanno amministrate con le leggi emanate dalla legittima autorità. A questa prima parte della sua risposta egli aggiunge la seconda, che gli interroganti non s’spettavano e che li mette in crisi. Chi, infatti, può ritenersi “giusto” per avere “restituito” a Dio tutto “ciò che è suo” Vita e facoltà che possiede non sono sue. È Dio che gliele ha “date”, anzi “prestate”. Ha il dovere di restituirgli ciò che è suo.

Ti adoro, mio Dio, ti ringrazio d’avermi creato, fatto cristiano, conservato fino al presente…”. Le parole della preghiera che abbiamo imparato da bambini non sono ‘parole vuote’ ma esprimono profonde verità: non ci rimane altro da fare che “restituire” tutto a chi ce l’ha ‘dato’.

C’è chi glielo riconsegna consacrando la vita nella lode a Dio nella clausura, chi impegnandosi in attività benefiche verso il prossimo: ognuno secondo la propria vocazione. Quaggiù non possono essere tutti monaci, tutti missionari, padri e madri di famiglia. Tutti siamo tenuti a ”rendere” a Dio ciò che è suo. Nell’impresa, difficile e talvolta eroica, è Dio stesso che sostiene la debolezza e fragilità umana. Don Adelio Cola