La nuova cultura

L'Enciclica Redemptoris Missio (1991) del Papa attuale ci dimostra come la nuova cultura è diventata la mentalità oggi imperante.

14/07/2003
Questa volta, vi parlo io di un Corso che terrò, con alcuni miei collaboratori, a Villa al Palco di Prato dal 4 al 7 agosto prossimo, su «La ”nuova” cultura di Papa Wojtyla: rivoluzione epocale già in atto».
Nell’Enciclica Redemptoris Missio del Papa attuale, all’art 37, risulta il brano sulla problematica attuale sollevata dai mass media. Il brano è magistrale anche sotto il profilo scientifico. Il Papa (vorrei dire: lo scienziato) vi parla di una «nuova cultura», che nasce dai nuovi modi di comunicare (l’immagine visiva, sonora, audiovisiva) e dà origine – con termini  nostri - all’epoca «dal concreto all’astratto» al posto di quella «dall’astratto al concreto» e spiega in gran parte i fenomeni dell’attuale disagio sociale e soprattutto giovanile.
L’Enciclica è di 12 anni fa. Questa interpretazione scientifica della situazione sociale attuale, riferita soprattutto ai giovani, sempre più documentabile e preoccupante, mi pare non sia stata ancora accolta in campo cattolico, nemmeno per rispetto a un Papa che pure ha guadagnato le folle nel mondo intero e che, per un cattolico, è pur sempre il Papa. Ma lasciamo stare il Papa; le sue affermazioni in campo di comunicazione sociale hanno, ripeto, valore scientifico, perché rispecchiano le più recenti e profonde scoperte degli studiosi di questo campo recente.
Anche i più recenti libri sulle problematiche adolescenziali, come il pregevole studio di Rita Gay, “Questi  nostri adolescenti- quando educare sembra impossibile” (ediz. Ancora), ammettono che ci sono nuove realtà e nuove problematiche, ma sono ben lontani dall’intuire che si tratti di un’epoca nuova, causata dai nuovi modi di comunicare dovuti all’immagine tecnica prodotta dai mass media; ancor più lontani, vorrei dire, dal cercare un risposta scientifica in un testo del Papa attuale.
Data l’enorme e urgente importanza del tema, pressato più dalla mia urgenza della verità e della situazione sociale che dal rispetto filiale e religioso del Papa ch’è nostra guida del momento, ho pensato di lanciare questo Corso, in qualche modo rivoluzionario, per educatori tanto religiosi quanto laici.
Compresi della sua importanza, mi hanno inviato il loro saluto aderente il card. Sepe, Prefetto della S. Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il card. Ruini, Vicario del Papa  e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, alcuni Arcivescovi e Vescovi, tra cui Mons. Cacucci di Bari e Presidente della Commissione episcopale per le Comunicazioni Sociali e per la Cultura, Mons. Antonelli di Firenze e Mons. Scola, Patriarca di Venezia, Mons. Ruppi di Lecce, Mons. Mascheroni, Ausiliare di Milano, Mons. Bressan di Trento; ma personalmente interessante il saluto del confratello e amico P. Macchi, Rettore della «Civiltà Cattolica» di Roma.
 La notizia mi pare giustifichi bene lo spazio di una «predica», sia per l’argomento, sia per i diversi piani di interesse che il Corso ha suscitato finora e susciterà durante e dopo la sua realizzazione.
Ulteriori informazioni si possono avere telefonando alla Segreteria del CiSCS, 0187 778147.
 
Sempre a disposizione, cordialmente
 
P. Nazareno Taddei sj