Il giorno dell'Assunta

Nel giorno dell'Assunta continuano a imperversare sesso e sfrenato consumismo

15/08/2003
Oggi, giorno dell'Assunta, l'amico A.S. mi chiede di ripubblicare la predica che feci a ferragosto del 1996. L'ho riletta e mi pare ancora molto attuale. La ripubblico quindi, senza cambiare una virgola. Aggiungo solo una noticina per dire del contenuto della predica de “i due vessilli” in essa citata.
Ringrazio vivamente l'amico e saluto tutti.
Sempre a disposizione, cordialmente
p. Nazareno Taddei sj
 
25. FERRAGOSTO, SESSO E SANTITÀ
Il 15 agosto è il giorno della festa della Madonna assunta in cielo ed è anche il Ferragosto. Sono come due vertici dell'anno: l'Assunzione è il vertice dell'anno religioso tra le grandi feste del Cristo (Natale e Pentecoste), il vertice del trionfo della madre di Gesú; il Ferragosto è il vertice dell'anno vacanziero, spensierato, spesso purtroppo pagano.
Verrebbe voglia di dire: Ferragosto, festa del vessillo del diavolo, l'Assunzione festa del vessillo di Cristo (v. la predica de “I due vessilli”, n. 8). Verrebbe voglia, ma non lo diciamo, perché c'è un fatto che in qualche modo accomuna le due feste e per il quale ambedue potrebbero essere del vessillo di Cristo: questo fatto è il sesso.
Cosaaa?
Per celebrare la festa dell'Assunzione, la Chiesa prende le parole della profetica Apocalisse e le mette all'inizio della Messa: “Apparve in cielo un segno stupendo: una donna vestita di sole, sotto i suoi piedi la luna e dodici stelle attorno al suo capo”. Il testo profetico di S. Giovanni continua: “Essendo incinta, gridava per le doglie del parto (...). Ed ecco un enorme drago si pose di faccia alla donna, per divorare il figlio quando la donna avesse partorito.”
Una “donna vestita di sole”, cioè completamente nuda, incinta, di fronte a un drago che vuol divorarne il figlio. In queste parole, la Chiesa raffigura la Vergine Maria, “vestita di sole”, alle prese col demonio che vuol divorarne il Figlio, Gesú. Tra la Vergine Maria e il drago c'è il fatto del sesso: quel “vestita di sole” e quell’“incinta”, il cui frutto è atteso dal diavolo per divorarlo.
Ma l'Apocalisse di Giovanni profetizza, quando i fatti — la nascita di Gesú — è già avvenuta. Quella profezia quindi arriva fino ai nostri tempi.
Il sesso è opera divina; è essere vestiti di sole; è per creare figli di Dio in tutta la durata dei tempi. Anche oggi, a ben vedere, proprio soprattutto sul sesso, il diavolo lavora per divorare nel cuore degli uomini la presenza di Cristo.
Ecco il raffronto tra Ferragosto e festa dell'Assunzione.
A Ferragosto, festa dell'Assunzione, si dovrebbe celebrare il sesso, anche senza paura della nudità se questa fosse vestita di sole, cioè affrontata con pensieri di rispetto per questo meraviglioso strumento del piano divino; quel sesso, che - sia pure in maniera straordinaria - ha permesso il nascere del Cristo, il Salvatore. Se fosse cosí (e cosí dovrebbe essere per chi vuol essere cristiano) il Ferragosto sarebbe una grande festa del vessillo di Cristo.
Invece, di fatto, oggi, il sesso a Ferragosto è piú sfrenato del solito, tutto si ritiene lecito. Basta vedere in questi giorni il sozzo sfruttamento che se ne fa anche sui rotocalchi, da “Panorama” a “L'Espresso”: si esaltano donne, solo perché si mostrano nude, per sfruttare la loro capacità di eccitare sessualmente, anche contro il piano divino. Quel sesso non è vestito di sole, bensí di sozzura, cioè di intenzioni e di pratiche malvage, diaboliche.
Si dice: “Mah, tanto è ferragosto! C'è poi il caldo del mare e dell'ozio. Poi tutto ritorna come prima!” Direi proprio di no, perché (spesso solo per leggerezza) ci si è comportati contro il piano divino. Non è il sesso a essere frutto del diavolo; il sesso - l'ho detto e lo ripeto - è invenzione divina. Diabolico è servirsene senza rispetto di chi lo ha inventato e ce l'ha donato, nella meraviglia del sole che indora i nostri corpi.
 
NOTA sui “due vessilli
 
MEDITAZIONE DEI DUE VESSILLI
È la prima meditazione del quarto giorno degli Esercizi Spirituali.
Negli Esercizi Spirituali, soprattutto nelle “Regole per il discernimento degli spiriti”, S. Ignazio descrive le manovre di Satana. La sua intenzione - dice - è dannata, depravata, perversa. Egli con crescente malizia conduce al male, induce al peccato mortale e a tutti i vizi, anzi conserva, e aumenta in essi. Se non può fare cadere nel peccato, procura che si venga meno ai propositi, che non si attuino per vani timori o, almeno, tenta di distrarre e sconcertare. In questo consiste la coda serpentina o fine perverso di Satana, verso cui induce con tentazioni, pensieri, inganni sottili, occulti e anche manifesti, con astuzie, suggestioni, ragioni apparenti. Sono tutte tentazioni dirette.
Ma Satana ci raggiunge anche con tentazioni indirette: cerca di far desistere dal cammino iniziato, scoraggiando, vessando, agitando, turbando con ragioni apparenti e con fallacie.
Piú in particolare: oltre a tentare apertamente, propone ai principianti nello spirito impedimenti grossolani, procura di fare abbreviare il tempo della preghiera, presenta piaceri apparenti , allarga la coscienza, getta reti e catene per portare al vano onore e a superbia, provoca disordini nel vitto, tenta sotto apparenza di bene, inquieta con false ragioni, si trasforma in angelo di luce inducendo pensieri conformi all'anima che tenta per turbare e portare a cose meno buone o alla sfiducia o alla fiacca.
Agita ricorrendo anche a scrupoli, facendo vedere peccato dove peccato non c'è. Rattrista , ricorre a sottigliezze e a sofismi e anche a pensieri buoni, ma per portare a scadere dalla soavità in cui si era. (cfr. S. Ignazio di Loyola, esercizi Spirituali - Ricerca sulla fonti del P. Pietro Schiavone sj, con introduzione e note, Ediz. S. Paolo, 1995)
Si dirà che sono effetti psicologici, che derivano dal temperamento. Certo; ma è proprio sul temperamento e sulla psicologia che il diavolo sa lavorare. Ma attenti: non vediamo il diavolo dappertutto!
 
ESERCIZI SPIRITUALI di S. Ignazio di Loyola
“Esercizi spirituali per vincere se stesso e ordinare la propria vita senza prendere determinazioni che siano basate su qualsiasi affezione disordinata” è il titolo e il praesupponendum. Esso segue ben 20 “Annotazioni” sul come farli e guidarli, di cui la prima suona: “La prima annotazione è che con questa espressione 'Esercizi spiritualí si intende ogni modo di esaminare la propria coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente, e altre operazioni spirituali, come si dirà piú avanti.”
Gli Esercizi Spirituali sono divisi in quattro settimane: 1.a “Principio e fondamento: L'uomo è stato creato perché lodi, riverisca e serva il Signore e cosí salvi la propria anima; e le altre cose sulla terra sono create per l'uomo e perché lo aiutino nel conseguimento del fine per il quale è stato creato.” In prospettiva teologica e cristologica, si dice del fine dell'uomo e della creazione tutta, delle condizioni ideali per il migliore dei rapporti tra l'uomo e le altre creature. - 2.a “La chiamata del re temporale aiuta a contemplare la vita del re eterno.” Contemplando la vita di Cristo dall'infanzia alla vita pubblica, si offrono meditazioni per imparare qual è il cammino da lui indicato e il modo concreto per percorrerlo “piú e meglio”. - 3.a Con contemplazioni sulla Passione di Cristo, si rafforzano la volontà e i modi di combattere contro l'amore di ricchezza, onori, superbia, che Lucifero sollecita a inculcare. - 4.a Contemplando la Resurrezione di Cristo, si addestra alla gioia anche nella sofferenza, cioè a vedere in tutto l'amore di Dio creatore e a rispondergli nel miglior modo possibile. Gli Esercizi infatti terminano con la celebre “Contemplatio ad amorem”, dove si avverte: “L'amore si deve porre piú nelle opere che nelle parole; consiste nella comunicazione reciproca di quello che si ha.” 
 
S. IGNAZIO DI LOYOLA (Loyola [Guipuzcoa], 1491 - Roma, 31.7.1556)
Nobile basco, fino ai trent'anni vissuto in ambienti nobili e militareschi e piuttosto scapestrato, a Pamplona, nella guerra contro i francesi, è ferito a una gamba. Durante la convalescenza, nel castello paterno di Loyola, annoiato, non trovando nient'altro è costretto a leggere una vita di Cristo e una di santi. Colpito particolarmente dagli esempi dei santi, decide di mettersi al servizio di Dio. Va in pellegrinaggio a Monserrato, Manresa (dove scrive gli “Esercizi Spirituali”) e Terra Santa. A trentatre anni, si rimette sui banchi di scuola a Barcellona, Alcalà di Henares, Salamanca e Parigi, dove raduna i primi compagni (tra i quali il Saverio che diventerà l'“apostolo delle Indie”). Percorre il Nord Italia per raggiungere Venezia da dove imbarcarsi per la Terra Santa; ma impedito, scende a Roma per mettersi a disposizione del Papa Paolo III. Qui fonda la Compagnia di Gesú (Societas Jesu, donde la sigla S.J. o sj con la quale si firmano i gesuiti), militante al servizio del Papa, che si diffonde in tutto il mondo e che scriverà gloriose pagine della storia della Chiesa, dagli interventi dottrinali (p.e. Concilio di Trento) alle piú ardite esperienze sociali. Dichiarato santo nel 1622.