Chi si salverà? - di Don Adelio Cola


17/10/2008
Saranno pochi?”
E’ stata la preoccupata domanda rivolta a Gesù da un tizio qualunque dopo aver ascoltato le sue parole (Luca 13, 23). Quel tale non era animato da banale curiosità. Il segreto significato della domanda era: “Io mi salverò?”
La risposta del Maestro ha fatto capire che non esiste il club dei predestinati alla salvezza e la folla dei disperati, di coloro che conoscono il vocabolario teologico, che sono esperti dei misteri della fede, di gente per bene che non ruba e non ammazza, stimata e onorata per doti e capacità umane e benemerenze civili, distinta dagli ignoranti e dai comuni peccatori.
Si salverà chi ogni giorno vuole salvarsi vivendo ed operando secondo quanto conosce circa la fede e il vangelo. Non è sufficiente conoscere il bene, afferma Gesù, bisogna operare bene. 
Si vive bene, secondo qualche ‘laico’, anche senza la religione, anzi meglio!” 
Siamo convinti che la battuta corrisponda all’intima convinzione di chi sbandiera il proprio disinteresse circa la salvezza eterna? Non sarà invece una posa per farsi ammirare dal mondo degli indifferenti?
E SE ci fossero davvero in ballo la salvezza o la dannazione eterne dopo la morte, quale sarebbe la mia sorte eterna?
Alla vigilia delle feste dei ‘Santi’ e dei ‘Morti’, che ricorderemo nei primi due giorni di novembre, forse non è inutile ch’io mi lasci provocare dalla domanda: Io mi salverò? Per mia capacità personale, no; ma con l’aiuto di Dio, che rimane sempre con me per sostenermi nell’impresa ed offrirmi la sua grazia onnipotente (”Io sono con voi tutti i giorni”, Matteo 28, 20), è possibile.
Sono ancora in tempo per occuparmi della faccenda più importante della mia esistenza terrena. (don Adelio Cola)