Via i crocifissi dalle scuole: la testimonianza di un docente


22/12/2008
Questa lettera uficiale è un documento realmente inviato da un docente di una scuola romana al suo Dirigente Scolastico: un’autentica testimonianza, che introduce e si introduce nell’apostolato laico per l’emergenza educativa, questione pastorale estremamente sentita al presente. A margine della comunicazione inviata alla Redazione, il Prof. Paolo Giuffreda fa notare come, se egli non avesse inviato alla Segreteria la lettera qui riportata, facendola così protocollare, le aule della sua scuola sarebbero rimaste - nonostante le numerose richieste verbali precedenti - del tutto prive di crocifissi, quando non adornate di simboli mutilati o barbaramente distrutti.
 
IL CROCIFISSO:
La Sua sofferenza non si vuole soffrire e far soffrire,
neanche agli alunni
di Paolo Gioffreda
 
OGGETTO: Ricollocazione dei crocifissi e sistemazioni delle pareti di sfondo alle cattedre nelle aule scolastiche.
Il sottoscritto Prof. Paolo Gioffreda con la presente intende ricordare che, nonostante Lei abbia per più volte garantito, sulla Sua parola, dal settembre 2007, che avrebbe provveduto al più presto per risolvere la grave mancanza, della questione come da oggetto, mancanza tuttora esistente nelle aule della scuola in epigrafe da Lei diretta, ancora tutto è rimasto come era dal primo giorno che sono entrato in questo istituto.
Pare che la società si sia scordata tanto di Chi sta sulla croce, quanto delle parole che ha annunciato. Cristo sulla croce sta divenendo sempre più fastidioso fino a non volerlo più guardare negli spazi pubblici, a non volersi più “sacrificare” a vederlo nel culmine del il Suo Sacrificio, neppure nelle aule scolastiche dei nostri figli. La Croce viene così nascosta, al contrario i sintomi del neopaganesimo che vengono al contrario sempre più ostentati, ambiti, magnificati. Quei pochi crocifissi o brandelli di crocifissi presenti nelle aule, a giudicare dalle diverse manifatture, sono stati collocati certamente da qualcuno del personale scuola o dall’intervento di qualche genitore, che non si sente cristianamente con la coscienza serena per permettere di far subire una brutalità del genere ai propri figli.
La brutalità degli uomini che lo hanno voluto sulla croce ferocemente, si ripresenta oggi in forma ancora più ferocemente inumana. Di questa affermazione ne è emblematico il caso in una classe, laddove ho ritrovato il volto di Gesù Cristo: l’ho ritrovato in un frammento recuperato da un Crocifisso che è stato ridotto in frantumi, il volto scolpito da una rottura volontaria, ad immagine dell’attuale duplice brutalità umana, gesto di un tale ed incivile oltraggio, che non si sarebbe visto neppure ai tempi della persecuzione di coloro che sono morti, martiri, per noi. Era presente il solo Volto, distaccato da un corpo disperso in frantumi, il Suo Volto appeso sopra una cattedra di un’aula: ecco come si potrebbe presentare il Crocifisso di oggi, il Suo Volto strappato dal Suo stesso Corpo crocifisso! La Sua sofferenza visivamente amplificata: ma fino a dove l’uomo di oggi vuole che arrivi questa sofferenza, questo sacrificio fatto per tutti noi? Ecco come pretenderebbe di “salvarsi” chi oggi compie tali gesti e chi nel silenzio ne è corresponsabile.
Questa relazione non è il risultato di una mia veduta unilaterale, il percorso indicatomi dall’amor proprio, dall’etica della mia ragione miserevole, bensì un problema sentito e diffuso in tutte le scuole italiane, quello di salvaguardarsi dalle proprie radici: pertanto mi sono fatto portavoce di molti del personale di questo istituto, credenti ed anche non credenti.
Pertanto, dato che la S.V., per più volte dal settembre 2007, si era fatto garante e responsabile di provvedere al più presto a tale e grave mancanza, vengono di seguito ricordate le operazioni da effettuare, con le relative motivazioni, che il sottoscritto ritiene adeguato suggerire:
Il sottoscritto, infine, desidera ricordare, dato che si sta vivendo in un’era crescente delle immagini, che tanto più la percezione visiva stessa acquisisce sull’individuo sempre più influsso e rilevanza, quanto più i linguaggi visivi trasmessi dalle immagini, fisse e mobili, vanno coordinati adeguatamente, soprattutto per i fruitori all’interno dei luoghi pubblici ed ancor di più se adibiti alla pubblica educazione.
Ringraziando infinitamente della sincera attenzione, si inviano cordiali saluti. (Paolo Prof. Gioffreda)