TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE di Mons. Giovanni Battista Chiaradia

La completezza della Gloria

07/08/2011

 

Trasfigurazione o metamorfosi, termine usato per indicare un'apparizione in figura diversa dalla propria.

Molto usato nella letteratura classica delle religioni greche dei misteri.

Nella Bibbia dell'Antico Testamento la parola non esiste.

Appare solo nei Vangeli in riferimento a Gesù.

Tuttavia se non esiste parola, nell'Antico Testamento è molto chiaro il concetto.

 Il vocabolo 'doxa' chiarissimo nella letteratura ebraica nel significato di splendore, gloria, magnificenza, usata a proposito di esseri umani o di realtà terrene, per esempio:

'Tutti i regni della terra e la loro magnificienza'(Mt.6, 29) e nella prima lettera di Pietro 1, 24 in cui la 'gloria di Dio è come un fiore di campo'

La trasfigurazione di Gesù in Matteo 17, 1 ss. corrisponde a quello che Giovanni esprime col possesso continuo della 'gloria' da parte di Gesù, anche se è solo Luca ad usare il vocabolo 'gloria', in greco 'doxa'. Ciò che avviene in Gesù è un parallelo superiore dell'incontro di Mosé con Dio sul Sinai.

C'è una differenza: mentre in Mosé si tratta semplicemente di un riflesso col mondo celeste, in Gesù è una vera rivelazione della gloria che Egli possiede nella Sua persona.

Gloria che si manifesta quando passa per strada e salva il paralitico, moltiplica i pani e i pesci del bambino per tutta la folla che Lo seguiva, specialmente nella resurrezione di Lazzaro, nei tanti prodigi.

La completezza della gloria: 'la Trasfigurazione'

Il massimo grado per Gesù sarà nella 'parusia', la presenza alla fine dei tempi, quando, come recita Matteo 24, 30 'comparirà in cielo il segno del figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra e vedranno il figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i Suoi Angeli con una grande tromba ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremo all'altro dei cieli'.

Il nostro quotidiano non è già una trasfigurazione continua?

Nascita, Fanciullezza, gioventù, maturità, vecchiaia.

Come viviamo questo percorso, specialmente quello della gioventù e della maturità? C'è sempre luce? Il sapere, il fare, il conoscere è sempre trasparente? Il Cristiano vive il suo battesimo nei passi di Gesù Bambino? Nella fase adulta fra la gente? Nei compagni di strada, nella fase finale del tormento? Nella resurrezione?

La persona battezzata sentirà questo percorso come suo inventandosi un percorso di vita che, in qualche modo, adombri l'altissimo anzi infinito cammino del Signore? Vivrà ogni giorno la Cresima nel senso di accostarsi sempre più alla sapienza che emana dal divino? Possiamo anche noi essere in qualche modo 'Eucarestia' nel concetto di 'spezzare il pane' come significato semplice, per giungere a 'questa è la mia carne per la vita del mondo'(Gv. 6, 51)?. Il sedersi a tavola del nostro quotidiano nell'abito mentale del'sedersi a tavola' di Gesù nell'ultima cena?

Non è questo un tentativo di salire nelle orme del divino, ripetuto ogni giorno a tavola, per cui la persona si sente in qualche modo unita ai passi del Cristo? Oso dire: non è questa una pur piccola 'trasfigurazione' che nel tempo può diventare sempre più intensa? I Santi si sono formati così, ora dopo ora, minuto dopo minuto, insistendo per imitare più che sia possibile gesti e parole del Maestro. Un conto è comporre trattati di teologia e anche pregare pur devotamente e un conto tentare di assimilarsi corpo ed anima nella dinamica corporale e mentale del Maestro. Sarà impossibile copiarlo in pieno perché la Sua umanità è avvolta nel divino. Ma la persona che intende assimilarsi a Lui non si accontenta di domandargli aiuto, ma tenta di inserirsi in quei passi, in quei gesti, in quelle parole di Maestro, tanto da sentirlo compagno di strada.

E' questa la trasfigurazione quotidiana che ogni persona può ottenere solo se avrà l'abito mentale e corporale di 'stare e camminare' con Lui.

Il Curato d'Ars era così. Per questo il Papa lo volle come tipo di vita nell'Anno Santo, affinché ogni persona si 'trasfigurasse' almeno in una pur piccola fiaccola dell'immensa luce del Cristo.

Mons. Giovanni Battista Chiaradia