"Quali sono, secondo Lei, i criteri ai quali si deve ispirare un cristiano nelle prossime elezioni?" Il criterio di fondo è quello della "verità, giustizia, carità, nella libertà". Anzitutto, la "libertà": a) Io sono "libero" nel senso che non devo lasciarmi condizionare, nel voto, da parenti, conoscenti, amici, superiori: sono e devo sentirmi libero di votare come, in coscienza , mi pare sia secondo verità e giustizia; b) per la legge civile sono libero di non votare; ma, per la legge divina, direi che sono obbligato a votare, a meno che non ci siano, ovviamente, proporzionati impedimenti. Perché sono obbligato a votare? a) Perché, secondo "verità", io sono cittadino, cioè faccio parte di una comunità, la quale ha dei doveri verso di me, ma verso la quale anch'io ne ho. E' quindi secondo "giustizia" che io li osservi. b) Nelle circostanze come le attuali, le cose non vanno proprio come dovrebbero andare per il bene di questa comunità, perché c'è il predominio di interessi di parte, e non della comunità. Infatti, nell'astensionismo generale, quelli che votano sono in gran parte gli interessati a far andare le cose in quella maniera. Secondo "verità" e "giustizia", quindi, io devo intervenire per quanto posso. E quello che posso, oggi, è solo votare. Ma il problema grosso è: per chi votare?Anche qui posso e devo seguire il criterio della "verità, giustizia, carità, nella libertà". Di fatto, oggi, in Italia, non si può votare per le persone che si ritengono più adatte; si può votare solo per quelle che i partiti hanno designato. In altre parole: nonostante tante parole, non vige la politica; ma vige la partitica. La politica si interessa dei problemi della popolazione; la partitica invece si interessa di vincere sull'avversario. Però, attenzione! La politica è una cosa seria: da essa dipende non solo il maggior benessere di chi sta già bene, bensì la sussistenza di chi non ha mezzi e la giustizia sociale in tutti i suoi aspetti. Non si può lasciarla abbandonata alle chiacchiere, tanto meno alle menzogne.
E dove mettiamo la "carità"? Anche la carità è un obbligo del cristiano. Voi pensate che la eserciti uno che permette - per quanto sta in lui (cioè non votando o votando male) - che la sua comunità vada a catafascio, proteggendo il malcostume in tutti i sensi, la delinquenza, diffondendo il secolarismo, appoggiando le campagne contro la religione e Dio stesso, contro il matrimonio e la famiglia; e sotto il pretesto della democrazia, della tolleranza, cose veramente nobili, che poi sono le prime a vedersi calpestare?
Votare e votare bene è un impegno di verità, di giustizia, di carità e una condizione di libertà. Richiede certamente un po' di sforzo; ma credo che ci voglia un impedimento enorme per venir meno a un impegno così imponente. Se non sappiamo come fare, facciamoci aiutare da chi conosciamo come persona onesta e più competente di noi. Ma poi dobbiamo decidere noi, senza - ripeto - lasciarci condizionare da nessuno.Agiamo onestamente, secondo coscienza. Ripeto: onestamente; e ripeto: secondo coscienza.
Sempre a disposizione, cordialmente
P. Nazareno Taddei sj