La confessione è davvero necessaria?

Risponde Don Gigi Di Libero sdb

26/01/2010
«Quando io commetto un peccato, è necessario andarsi a confessare o si può chiedere perdono a Dio con il pensiero?»
 
 
Risponde Don Gigi Di Libero
 
Per il credente il peccato è una offesa che tocca profondamente e integralmente la persona del peccatore, che liberamente e con coscienza offende (cioè rinnega, rifiuta, bestemmia o non vuole più amare e essere amato), e Dio, che è Amore e Creatore e quindi Padre, che viene rifiutato o rinnegato.
La nostra persona è composta di anima e di corpo: una unità inscindibile che forma la nostra persona come spirito incarnato.
Tutto il nostro essere viene coinvolto nel nostro peccato… e con la nostra corporeità, in qualche modo, anche il creato e i nostri fratelli in umanità con cui siamo uniti in una unità profonda e inscindibile.
Il mistero che stà alla base della nostra salvezza e quindi della misericordia infinita di Dio che ha voluto redimerci dal peccato è il mistero di Dio che si fa uomo come noi, incarnandosi in Gesù, il figlio di Dio. Egli, con tutto il suo essere (spirito incarnato in un corpo), muore per noi in croce per ubbidienza riparatrice e per amore nostro e ci libera poi, risorgendo, dalle nostre colpe e peccati.
Gesù con il suo essere (spirito e corpo) ha incontrato personalmente i peccatori e ha dato loro il perdono dei peccati con un contatto e una relazione pienamente umana cioè spirituale e corporale.
Non ha voluto relazioni solo spirituali che lascino poi il dubbio di essere o non essere ascoltati… di crearsi un Dio a nostro uso e consumo o creato dalla nostra fantasia o suggestione o paura…
Dio ha scelto la strada dell’incontro integrale (anima e corpo) con l’uomo per dialogare con lui, per venire in suo soccorso e per donare il perdono che sia di tutto l’uomo e di tutta la creazione e l’umanità in lui, in certo modo riunita e presente.
Ecco perché Gesù ha voluto che in ogni azione di salvezza (i sacramenti) fosse reale il suo contatto salvifico, corporale e personale, e pertanto anche “sociale” perché l’uomo è sempre sociale (per questo ha voluto la chiesa, il suo corpo mistico).
Ed ecco perché ha dato ai suoi apostoli il potere di perdonare i peccati: è lui che agisce con la sua potenza di vero Dio nel gesto corporale tra un sacerdote che perdona e un uomo che chiede perdono delle proprie colpe con tutto il suo corpo e la sua storia e rete di relazioni sociali.
Dio non vuole essere il salvatore solo dei nostri pensieri ma di tutto il nostro essere anche della nostra corporeità con cui siamo legati ai nostri simili e al creato intero.
Sì ogni volta che pecchiamo dobbiamo confessarci per chiedere perdono ad un uomo come noi ma che ha ricevuto, per amore, il potere di prestare il suo essere (anima e corpo) a Gesù stesso che nell’azione sacramentale agisce e ci perdona!
È misteriosamente bello e incantevole! Non trova?
don gigi di libero sdb