Guardare, contemplare, vedere: si può fare chiarezza?

Risponde Don Gigi Di Libero sdb

02/04/2010

«A Don Gigi Di Libero, a proposto della predica "Pasqua di Resurrezione": io ho sempre pensato che contemplare è vedere con la fede, mentre vedere è vedere con la testa. Mi può spiegare?»

 

Risponde Don Gigi Di Libero sdb

Effettivamente i termini italiani usati anche nella mia predica per indicare le tre fasi del processo della "fede totale e amante" non sono ben distinti nella nostra lingua.

Nel testo greco invece vengono usati tre termini diversi e ben distinguibili per dire "vedere" e segnarne così le differenze, le connessioni e la progressione sino al culmine!
Comunque potrei chiarire meglio così il mio pensiero (ben respaldato da testi sicuri e validi di esegesi del vangelo di Giovanni).
Una prima riflessione si fissa sulla distinzione tra il "contemplare", come il vedere con la mente (con la ragione e con tutti gli strumenti che l'uomo ha per giungere alla verità e alla piena conoscenza della realtà che nel nostro caso è la tomba vuota e i lini deposti accuratamente), e il "vedere con la fede" non solo con i sensi, non solo con la mente-ragione ma "con il cuore e con tutto noi stessi, totalmente abbandonati e conquistati da Lui il risorto", proprio come un innamorato si butta tra le braccia dell'amata!
Una seconda osservazione si riferisce all’essere aiutati nel vedere questi gradini del processo della fede, che matura sino all'esplosione completa e totalizzante, proprio dalle figure dei tre personaggi che Giovanni pone come manifestazione dei tre gradini:
La terza osservazione che deve essere tenuta presente è che la fede è presente in ogni gradino del processo: la fede è un dono misterioso di Dio che noi non possiamo limitare e determinare nel suo nascere, nel suo svilupparsi, nel suo maturare e nel suo esplodere con pienezza facendoci giungere all'estasi dell'amore che si fida totalmente e ciecamente ed quindi si abbandona.
Quindi c’è una fede iniziale ma carica di ansie e di dubbi nel vedere di Maria di Magdala; c’è fede più matura e pensosa nel contemplare di Pietro che cerca di rendersi conto e di capire l’inspiegabile; e c’è la pienezza della fede nel "veder con il cuore" del giovani e innamorato Giovanni che "vide e credette"!
Ci auguriamo di arrivare tutti, prima o poi, ad essere disponibili e ben predisposti al dono della fede totale e radicale che dà senso d’amore pieno a tutta la nostra esistenza.
Spero di aver chiarito e aiutato a capire meglio… e non a confondere ancora di più…
 
don gigi di libero sdb