SENSAZIONI IMPURE


20/01/2015

Domanda (gennaio 2015): «Salve! Volevo domandarvi se lo stimolare sensazioni impure involontariamente, magari vedendo qualcosa o qualcuno che c'è le provochi, come un film o un abbraccio da parte di una persona (senza intenzione di commettere atti impuri, o volersene compiacere) sia da ritenere peccato?»

 

Risponde don Giuseppe Marino

Per rispondere è necessaria una premessa su cosa sia il peccato. Per la Chiesa, il peccato è una schiavitù, una mancanza di libertà. Per esempio, chi è egoista vive in funzione di sé e compie ogni gesto per un suo tornaconto. Chissà come deve essere faticoso e pesante vivere una vita sempre alla ricerca di un tornaconto personale. Si è schiavi e non ci si riesce a godere niente della vita perché si è ossessionati dal dover cercare sempre il proprio vantaggio. Oppure chi cede facilmente all'ira: si sente continuamente osteggiato, perde la pace facilmente, è pronto a cogliere gli attacchi nei suoi confronti anche quando non ci sono e si arrabbia facilmente, basta poco e scatta. È schiavo, non è libero.

Il peccato è proprio una mancanza di libertà. Quando il Vangelo ci chiede di stare lontani dal peccato, altro non ci dice se non di imparare ad essere liberi.

Questo vale anche nell'ambito della sessualità. La nostra sessualità è uno dei doni più belli che Dio ci ha fatto. La possibilità cioè di vivere la vita interpretandola come uomini, donne, padri e madri (a suo tempo). E anche il piacere che è connesso, è un dono di Dio, che Dio stesso ha pensato e voluto in vista della procreazione.

Al contrario l'impurità diventa una schiavitù, non tanto perché ti hanno insegnato che si tratta di peccato, quanto perché ti toglie la libertà. La libertà di accogliere gli amici senza assolutamente nessun secondo fine, anche con un abbraccio o una carezza. Èbellissimo voler bene ad un amico in questo modo, senza nessun secondo fine.

In sintesi:

Quando un atto è davvero involontario, non c'è mai il peccato. Affinché ci sia peccato è necessario che l'atto sia compiuto con piena consapevolezza (si dice piena avvertenza e deliberato consenso). Ma la domanda è più grande: siamo davvero liberi nelle relazioni con gli altri? A questo Gesù ci spinge. E soltanto la vera libertà ci fa gustare quanto è bella la vita.

don giuseppe

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