Ho troppa vergogna: devo confessare ogni singolo peccato?

Risponde Mons. G.B. Chiaradia

18/02/2010
«Sono un ragazzo che sta attraversando un periodo molto critico della sua vita. Pur frequentando attivamente la mia Comunità, ho molto peccato; la cosa più grave è che quando mi confessavo, non ho mai avuto il coraggio di confessare alcuni peccati, ma non per questo rinunciavo a prendere la Comunione (questo, lo so, è un grande peccato). Oggigiorno però, mi sono allontanato dalla Comunità, e con il progressivo allontanarmi, i miei peccati sono diventati ancora più gravi... Ora però, che sto vivendo questo periodo di incertezze e di paure, ho deciso fermamente di voler dare una svolta alla mia vita, ma questo cambiamento non può prescindere da una confessione vera, senza reticenze... Il problema però, a questo punto, è proprio il coraggio, che non ho per la troppa vergogna (dovuta alla consapevolezza della gravità dei miei peccati), di confessare tutti questi miei peccati che reputo mortali in quanto quasi tutti concernenti la sfera sessuale. Dunque il mio interrogativo è questo: ho avuto una lunga educazione cattolica e so che una vera confessione può ritenersi tale solo se vengono proferiti tutti i peccati; ma è veramente necessario elencarli uno per uno? Attendo la vostra risposta, i vostri consigli che spero mi siano utili al fine di rinascere a vita nuova.»
 
 
 
Risponde Mons. Giovanni Battista Chiaradia
 
Ho capito il Suo problema. Non si spaventi. I Suoi peccati non sono i più gravi. I più gravi sono quelli della superbia, dell’invidia. La lussuria non è la Sua, è un fatto quasi automatico che difficilmente viene sottomesso alla ragione. Tuttavia, mettiamo che la responsabilità sia tutta Sua e non di turbamenti interni della psiche che nell’età spariscono. Qualunque sia la Sua responsabilità non abbia mai paura del Signore e della sua Mamma «vergine e immacolata».Vada oggi stesso da un sacerdote. Meglio se lo conosce. Non si stupirà di quello che gli dirà. Non provi vergogna. Non si fermi ad elencare i momenti, se Le domanda: «da solo o con altri o altre» dica la verità. Parli della Sua vergogna a confessare il Suo problema. Dica «mi pento, starò più attento, pregherò di più». Le ripeto: vada subito, appena letta questa mia, dal sacerdote che ha scelto. Non dica tante parole. Avrà l’assoluzione e non Le farà paura, stia certo. Se vuole gli porti questa mia. Poi vada a casa, in chiesa, viva con gli altri, testa alta non di superbia ma di letizia.
Si accosti alla Santa Comunione tutte le domeniche. Si impegni nei Suoi doveri tanto da stancarsi, così dorme meglio. È uno sportivo? Lo viva con passione. È uno studente? Si butti nello studio. Lavora? Raddoppi l’impegno in qualche cosa. Vedrà che il problema passerà. Ottimismo sempre. Il cristiano deve vivere l’ottimismo. Se cade, non stia per terra, ma si alzi subito...
Mons. Giovanni Battista Chiaradia