Anticoncezionali: perché proibirli? Perché non lasciare autonomia alla coppia?

Risponde Mons. G.B. Chiaradia

24/07/2010
Domanda: «Oggi ho conosciuto, casualmente per la prima volta, il vostro sito. Ho letto qualche domanda/risposta, soprattutto di argomenti inerenti  la sessualità, e desidero ringraziarvi per la delicatezza ed il rispetto umano da voi dimostrati, pur nella chiarezza teologica delle vostre risposte. CHE DIO VI BENEDICA E VI ASSISTA SEMPRE.
Desidero sottoporre alla vostra valutazione un quesito circa la proibizione di usare anticoncezionali diversi dal metodo ogino-knaus. Secondo me tale proibizione non ha senso per i seguenti motivi.
1) la HUMANAE VITAE di Paolo VI stabilisce il principio corretto di procreazione responsabile, che tenga cioè conto della situazione della famiglia nel suo complesso e nel suo momento storico contingente, e non stabilisce certo che ogni volta che un marito e sua moglie  "si conoscono" in senso bliblico lo fanno per procreare.
2) Se è vero per noi credenti che l'ultima parola spetta sempre e solo a DIO, e se accettiamo il postulato implicito nella suaccennata enciclica che "l'aspetto unitivo e l'aspetto procreativo non devono mai essere disgiunti (ma è proprio così? e allora la sessualità fra coniugi anziani come si giustifica?) ne consegue che dovremmo evitare SOLO i metodi contraccettivi che ROMPONO l'aspetto unitivo e quello procreativo e ci danno la certezza "matematica" di non generare: tuttavia nessuno  dei contraccettivi oggi esistenti da' questa certezza "matematica" di non generare. E allora perché proibirli?
3)  Perché allora non accettare il principio che sia il percorso di fede della singola coppia a decidere se e quale contraccettivo usare?
4)   In definitiva non sarebbe meglio, nella morale coniugale, essere meno rigidamente normativi e lasciare più autonomia alle singole scelte di coppia? Grazie.»

Risponde Mons. Giovanni Battista Chiaradia

Cerco di rispondere alla Sua domanda.
In età avanzata e talvolta per incidente o per malattia, il fatto generativo non ha il suo effetto. I coniugi secondo natura si incontrano nella completezza della loro vita. Tutto è secondo natura. Quindi lecito, anzi dovuto per la vitalità del loro insieme.
Se invece si cerca un mezzo addirittura meccanico evidentemente si commette un insulto alla natura dei due.
Insulto grave perché la natura deve essere rispettata e guarita finché si può dalla scienza. Ma introdurre nella natura qualcosa che freni il suo percorso è delitto. La Natura deve essere guarita se ne ha bisogno, ma non manomessa da qualcosa di artificiale o altro.
Di conseguenza il cosiddetto «contraccettivo» è vietato non dalla Chiesa, ma dalla natura stessa dell’uomo e della donna. Insulto gravissimo contro Dio e la Sua creazione.
Non si può parlare di completa autonomia della coppia. La coppia umana deve rispettare la natura. Se non si rispetta oltre il «vulnus» contro Dio, c’è il grande pericolo che il corpo della donna abbia delle ferite fisiche e psicologiche che minano alla sua esistenza. Per questo fatto consultare un ginecologo che dirà quali sono i pericoli.
Non c’è autonomia completa nella coppia umana; bisogna rispettarne la natura. Insieme per un credente bisogna rispettare la legge di Dio che impedisce alla coppia di stravolgere la natura della persona.
Questo è quanto, ma resto a disposizione. Cordialmente
Mons. Giovanni Battista Chiaradia